Nel lavoro quotidiano di chi opera con metalli e magneti, dalla carpenteria industriale alla progettazione meccanica, fino al recupero e trattamento dei rottami ferrosi, ci sono domande che, pur nella loro apparente semplicità, richiedono risposte tecnicamente corrette e immediatamente applicabili. Una tra tutte: quali metalli vengono realmente attratti dai magneti?

Non si tratta solo di distinguere tra ferrosi e non ferrosi, ma di comprendere come le leghe, le strutture cristalline, la composizione chimica e persino i trattamenti termici influenzino la risposta magnetica di un materiale. Un’informazione che può determinare l’efficacia di un elettromagnete da sollevamento, la correttezza di una separazione in linea, o ancora la scelta della materia prima per una lavorazione destinata ad ambienti sensibili al magnetismo.

In questo articolo affrontiamo l’argomento in modo diretto e professionale, con l’obiettivo di offrirvi un riferimento chiaro, affidabile e approfondito. Per scegliere con precisione, evitare errori progettuali, e soprattutto ottenere il massimo dai magneti ed elettromagneti utilizzati.

Differenza tra materiali ferromagnetici, paramagnetici e amagnetici

Per rispondere correttamente alla domanda “quali metalli vengono attratti dai magneti?”, è fondamentale partire dalle proprietà magnetiche intrinseche dei materiali. Esistono infatti tre macro-categorie che definiscono come un metallo (o più in generale, un materiale) interagisce con un campo magnetico.

Materiali ferromagnetici

I materiali ferromagnetici sono quelli che mostrano una forte attrazione nei confronti dei campi magnetici. Questo avviene perché i domini magnetici interni tendono spontaneamente ad allinearsi in presenza di un campo, generando un effetto cumulativo. Questi materiali possono anche rimanere magnetizzati una volta rimosso il campo.

Esempi comuni:

  • Ferro
  • Nichel
  • Cobalto
  • Alcune leghe di acciaio

I metalli ferromagnetici sono quelli che vengono comunemente utilizzati con magneti industriali per il sollevamento e la separazione magnetica.

Materiali paramagnetici

I materiali paramagnetici hanno un comportamento magnetico molto debole. Vengono attratti solo in presenza di un campo magnetico molto intenso, ma non mantengono alcuna magnetizzazione residua.

Esempi:

  • Alluminio
  • Titanio
  • Platino
  • Magnesio

In contesti industriali, non sono gestibili tramite magneti, a meno di condizioni molto particolari e poco efficienti.

Materiali amagnetici o diamagnetici

Questi materiali non sono attratti dai magneti e, anzi, possono in alcuni casi essere leggermente respinti. La loro struttura elettronica si oppone alla presenza di un campo magnetico, ma in maniera molto debole e del tutto irrilevante dal punto di vista applicativo.

Esempi:

  • Rame
  • Argento
  • Oro
  • Zinco
  • Piombo
  • Ottone

Metalli ferrosi sollevati con i magneti

Nel settore della movimentazione industriale, della carpenteria e del recupero rottami, si parla spesso di metalli ferrosi. Ma cosa significa esattamente?

Che cosa sono i metalli ferrosi?

I metalli ferrosi sono tutti quei materiali metallici che contengono ferro come componente principale. Sono i più diffusi nell’industria per la loro resistenza meccanica, lavorabilità e costo contenuto. Ma soprattutto, sono fortemente attratti dai campi magnetici, rendendoli ideali per il sollevamento e la separazione tramite elettromagneti o magneti permanenti.

Metallo
Reazione al magnete
Applicazioni comuni
Ferro puro
Altamente attrattivo
Laminati, profilati, strutture portanti
Acciaio dolce
Fortemente attrattivo
Carpenteria, taglio laser, lavorazione meccaniche
Ghisa
Buona attrattività (variabile)
Fonderie, tubazioni, componenti strutturali
Acciai al carbonio
Dipende dalla lega
Lavorazioni generiche, bulloneria

Nota tecnica: la presenza di ossidi, vernici o sporco tra magnete e metallo può ridurre sensibilmente la forza di attrazione, perché aumenta lo spessore dell’intercapedine d’aria, ostacolando il flusso magnetico. Ti consigliamo la lettura di questo articolo per una buona manutenzione sugli elettromagneti da sollevamento

Quali metalli non reagiscono al magnete?

Molti metalli comunemente usati non mostrano alcuna attrazione nei confronti di un campo magnetico. Questa informazione è cruciale per chi lavora nella selezione dei materiali, nella raccolta differenziata dei rottami, nella progettazione meccanica e nella scelta delle tecnologie di sollevamento.

Metalli amagnetici (non attratti dai magneti)

  • Alluminio: spesso confuso per le sue applicazioni in ambito meccanico, ma è completamente amagnetico.
  • Rame: ottimo conduttore elettrico, ma non magnetizzabile.
  • Ottone e bronzo: leghe del rame non magnetiche.
  • Piombo: utilizzato in schermature e protezioni, non reagisce ai campi magnetici.
  • Zinco, Piombo, Stagno: completamente amagnetici.
  • Argento e Oro: preziosi, amagnetici per natura.
  • Acciaio inox austenitico (serie 300): ne parleremo in dettaglio più avanti, ma è bene sapere che molti inox non sono attratti dai magneti.

Perché alcuni metalli non reagiscono?

La risposta sta nella struttura elettronica degli atomi. Se gli elettroni sono distribuiti in modo da annullare i momenti magnetici individuali, il materiale risulta neutro dal punto di vista magnetico. Questo vale per la maggior parte dei metalli non ferrosi.

Acciai: gli elementi di lega che riducono l’attrazione magnetica

Non tutti gli acciai si comportano allo stesso modo quando esposti a un campo magnetico. Alcuni sono fortemente attratti, altri quasi per nulla. A fare la differenza è la composizione chimica, ovvero gli elementi di lega presenti all’interno del materiale.

Come influiscono le leghe?

Gli elementi di lega possono modificare radicalmente la struttura cristallina dell’acciaio, e con essa, la sua reazione ai magneti. In particolare:

  • Nichel: stabilizza la struttura austenitica → riduce l’attrazione magnetica
  • Cromo: influisce in modo minore, ma in combinazione con il nichel riduce ulteriormente l’attrattività
  • Manganese e molibdeno: in alte concentrazioni, smorzano la reazione magnetica

Un acciaio può contenere ferro in grandi quantità ma non essere attratto dal magnete, perché la struttura risultante non permette l’allineamento dei domini magnetici.

Tipo di acciaio
Attrattività magnetica
Composizione tipica
Acciai al carbonio
Alta
Ferro + Carbonio
Acciai ferritici (inox serie 400)
Alta/Media
Ferro + Cromo
Acciai martenditici
Media
Ferro + Cromo + Carbonio
Acciai austenitici (inox 304/316)
Molto bassa o nulla
Ferro + Cromo + Nichel

Magneti e acciai inossidabili

Uno dei temi più fraintesi nel settore è quello degli acciai inossidabili. Sono spesso percepiti come “inerti” dal punto di vista magnetico, ma la realtà è più complessa e dipende dalla famiglia di appartenenza.

Acciai inossidabili e risposta ai magneti

Gli acciai inox si dividono in tre principali famiglie:

  • Austenitici (es. AISI 304, AISI 316): non sono magnetici in condizioni standard. Sono gli inox più comuni e usati nell’alimentare e nel farmaceutico.
  • Ferritici (es. AISI 430): sono moderatamente magnetici e utilizzati in elettrodomestici, tubazioni e applicazioni generiche.
  • Martensitici (es. AISI 420): sono parzialmente magnetici, usati per utensili, coltelli, componenti meccanici.

Curiosità tecnica: in alcune condizioni (lavorazioni meccaniche, saldature, deformazioni plastiche), anche gli acciai austenitici possono diventare parzialmente magnetici, a causa della trasformazione della struttura interna.

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FAQ su quali metalli vengono attratti dai magneti

Tutti i metalli ferrosi sono attratti da un magnete?
No, dipende dalla presenza di elementi di lega che possono modificare la struttura del materiale. Alcuni acciai contenenti ferro possono essere amagnetici.

Gli acciai inox sono attratti dai magneti?
Solo alcuni. Gli inox ferritici lo sono, quelli austenitici (come 304 e 316) in genere no, a meno di lavorazioni che ne modificano la struttura.

Si può usare un magnete per separare l’alluminio dal ferro?
Sì, l’alluminio non è attratto dai magneti, quindi può essere separato da metalli ferrosi tramite selezione magnetica.

Perché alcuni pezzi di acciaio inox sono attratti da un magnete e altri no?
Dipende dalla lavorazione subita, dalla composizione specifica della lega e dalla microstruttura risultante. Alcuni inox si magnetizzano dopo saldature o piegature.

È possibile aumentare l’attrattività di un metallo amagnetico?
No, se la struttura è diamagnetica o paramagnetica, non si può renderla ferromagnetica senza modificarne completamente la composizione.

Enovathemes